Gran Canaria a Dicembre: quello che non mi aspettavo di trovare

Le Isole Canarie sono una di quelle destinazioni che non smettono mai di stupirmi. Le ho scoperte qualche anno fa quasi per caso, e da allora ci torno, ogni volta su un’isola diversa, ogni volta con la stessa curiosità di chi non sa bene cosa aspettarsi.

Ad oggi ne ho visitate tre: Fuerteventura, Lanzarote, e quest’ultima, Gran Canaria, scelta per le vacanze di Natale. Se sei curioso delle prime due, le trovi raccontate qui → Fuerteventura. Se invece stai pensando a un viaggio a Gran Canaria, continua a leggere. Perché questa isola mi ha riservato delle sorprese che non avevo messo in conto.

Perché Gran Canaria a dicembre (e perché sì, si fa il bagno)

Partiamo da una cosa pratica, che so che ti stai chiedendo.

Sì, a Gran Canaria a dicembre si sta al mare. Sì, si fa anche il bagno. E lo dico io, che di freddo ne soffro abbastanza e di solito anche vivendo in Sardegna, aspetto che fuori ci siano 30 gradi per fare il bagno.

Di giorno, nella zona sud dell’isola, si toccano tranquillamente i 26 gradi. Il sole scalda forte, la sabbia è calda, e ci si dimentica in fretta che a casa è inverno. La sera, però, cambia tutto. Quando il sole scende, scende anche la temperatura, e quella giacchina leggera che pensavi di non mettere mai diventa il tuo oggetto preferito.

Poi c’è l’altra variabile: il cielo, quando è coperto il freschino si sente tutto. E se sali verso il centro dell’isola, dove si raggiungono quasi i 2.000 metri di quota, puoi trovare anche 6°C ad aspettarti. Cosa che io non avevo considerato affatto, e che mi ha colta un po’ di sorpresa.

Quello che metti in valigia per Gran Canaria in inverno è esattamente quello che metti quando non sai che tempo fa: costumi, magliette, pantaloncini per le ore di sole, un maglioncino, una giacca leggera o un piumino sottile. Vestirsi a cipolla, come si dice. Niente di complicato, ma saperlo in partenza ti evita di arrivare impreparato.

Il volo da Roma dura circa 4 ore e mezza. Ogni volta che arrivo alle Canarie con un volo così breve mi stupisco di quanto sia lontano il freddo italiano e di quanto velocemente si cambia mondo.

La zona sud: quello che nessuno ti dice su Maspalomas

Noi abbiamo scelto di soggiornare a Maspalomas per tutti e 10 i giorni. L’idea era fare un mix: qualche giornata di puro mare e relax, e poi usare il sud come base per esplorare il resto dell’isola in macchina. In teoria, un piano perfetto.

In pratica, Maspalomas è stata la mia sorpresa meno piacevole del viaggio.

Non che sia brutta, è funzionale, ha tutto quello che ti serve, fa caldo, le spiagge sono a portata di mano. Ma quando sei lì capisci subito che è una città costruita interamente per i turisti. Hotel, resort, appartamenti in affitto, ristoranti con menù in dieci lingue, negozi di souvenir. Non trovi l’anima dell’isola qui, la trovi altrove, e ci arriveremo.

Amando Fuerteventura, molto più selvaggia, non sapevo bene cosa aspettarmi di Gran Canaria, certo sapevo fosse più “turistica” ma non immaginavo di trovare Maspalomas così.

Una cosa che mi ha sorpreso è che guardando Maspalomas su Google Maps sembra piccola, ma poi arrivi lì e ti accorgi che tra un punto e l’altro ci sono anche 4-5 chilometri. Si può girare a piedi, certo, ma non è la stessa cosa di una cittadina raccolta dove tutto è a due passi, come Corralejo a Fuerteventura, per fare un confronto, dove mi sono sentita subito a mio agio.

Se torni a Gran Canaria, io guarderei qualcosa di più piccolo. Agaete, forse, o un paese dell’entroterra. Ma questo lo dico adesso, col senno di poi.

Le dune di Maspalomas: quando un posto ti toglie il fiato senza avvertirti

Però, e c’è un però grande quanto le dune stesse, proprio a Maspalomas c’è una cosa che mi è piaciuta: le dune.

Rimango sempre incantata da come la natura e il vento modellino questi paesaggi che sembrano infiniti.
Seppur più piccole di quelle di Corralejo, le dune a Maspalomas sono comunque un paesaggio meraviglioso da non perdere, al tramonto diventano qualcosa di quasi irreale.
Da sapere: Le dune di Maspalomas sono una riserva naturale protetta, non puoi camminare liberamente dove vuoi, ma rimani sui sentieri segnalati, mi raccomando.

Dune di Maspalomas

Verso il centro dell’isola: dove Gran Canaria smette di essere una destinazione balneare

Se ti fermi solo al mare del sud, ti perdi la metà dell’isola. Quella metà, secondo me, è la più bella.

Abbiamo noleggiato una macchina, cosa che ti consiglio senza riserve, alle Canarie le strade sono ottime, ampie e ben segnalate, e guidare è davvero semplice, e ci siamo avventurati verso l’entroterra. Ed è lì che Gran Canaria ha iniziato a sorprendermi sul serio.

Il Roque Nublo è il simbolo naturale dell’isola, un monolite vulcanico che sale fino a 1.813 metri. Il sentiero per arrivarci non è lunghissimo, ma abbastanza ripido, e la vista dall’alto è di quelle che ti fanno stare in silenzio. Si vede tutta l’isola sotto di te, e nelle giornate limpide, lì in fondo, la sagoma del Teide di Tenerife.

Pico de Las Nieves

Salire fin lassù è stato qualcosa di incredibile, sedersi all’arrivo sotto le rocce maestose, quasi sopra le nuvole, è una sensazione unica, sopratutto dopo la fatica fatta per raggiungere la cima.

Fataga è un piccolo borgo bianco circondato da uno dei palmeti più grandi che abbia mai visto. Carinissimo da esplorare a piedi e perdersi tra le sue piccole vie. Quando arrivi al punto panoramico della Degollada de las Yeguas e guardi in basso, capisci perché la chiamano il “Grand Canyon di Gran Canaria”. È uno di quei posti che non troveresti mai senza una macchina e voglia di deviare.

Tejeda, ancora più in quota, è un paese di montagna con le case color terracotta.

Ecco, questa è la Gran Canaria che non mi aspettavo di trovare. Ed è anche quella che mi ha convinto che l’isola valesse davvero il viaggio.

Agaete: il posto che mi ha rubato il cuore

Se dovessi scegliere un solo posto fuori dall’itinerario classico da consigliare a chi va a Gran Canaria, sceglierei Agaete senza esitare.

È un paese del nord-ovest, piccolo, quasi fuori dal radar del turismo di massa. Le piscine naturali di Puerto de las Nieves, vasche vulcaniche scolpite dalla lava, direttamente sull’oceano, sono uno di quei posti che sembrano inventati. E poco distante c’è La Finca de los Berrazales, una valle rigogliosa con una piantagione di caffè, agrumi e piante tropicali che sembra un altro pianeta rispetto alle dune del sud.

Tra nord e sud dell’isola ci sono circa 50 km. Ma il meteo, il paesaggio, il tipo di persone che incontri, tutto cambia. È questa varietà la cosa che mi ha colpito di più di Gran Canaria. Non è un’isola sola, ma diverse isole in una.


Las Palmas: la città che non ti aspetti

Las Palmas è la capitale dell’isola e conta circa 380.000 abitanti. Ha un centro storico, il quartiere di Vegueta, con edifici coloniali, musei, e quella sensazione di città vera che Maspalomas non riesce a darti. C’è anche l’Acquario, il giardino botanico, e la Playa de Las Canteras, una spiaggia urbana con una passeggiata piena di bar e ristorantini.

Noi ci siamo stati 2 volte durante la nostra vacanza, una delle quali pioveva e non abbiamo potuto visitarla come desideravamo. Non è la parte più spettacolare dell’isola, almeno, non per me, ma è sicuramente più autentica del sud. Se puoi, dedicaci almeno mezza giornata.

Gran Canaria o Fuerteventura?

Forse te lo starai chiedendo, quindi rispondo subito.

Al momento, Fuerteventura rimane la mia preferita. C’è qualcosa nella sua essenzialità, il vento, le spiagge selvagge, la luce, che mi appartiene di più. Ci sono legata in modo personale, perché la prima volta è stata in un periodo della mia vita di grande cambiamento, ed è come se li mi sono ritrovata e questo non potrò mai dimenticarlo.
Ma è soggettivo, tutto dipende da cosa cerchi, da come vuoi vivere il tuo viaggio, dalle vibrazioni che ti da, dal momento della vita in cui ti trovi.
Sicuramente Fuerteventura è molto più selvaggia con paesini piccoli e molta tranquillità.

Gran Canaria mi ha comunque dato qualcosa: varietà. Se ami esplorare, cambiare paesaggio ogni giorno, scoprire angoli inaspettati a pochi chilometri dalla spiaggia, Gran Canaria è l’isola giusta. I paesaggi che ho visto nell’entroterra mi hanno lasciata senza parole in modi che non mi aspettavo.

Quindi dipende da cosa cerchi. E forse, alla fine, non è una questione di quale isola sia migliore. È una questione di quale parte di te vuoi portare in viaggio.

Se stai pensando di andare a Gran Canaria a dicembre o per le vacanze di Natale e hai domande, scrivimi.

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