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Sardegna,  Viaggi

Le Tombe dei giganti e il Nuraghe la Prisgiona

La Sardegna è una terra antica, misteriosa e magica, dove i luoghi e i siti archeologici raccontano storie e leggende lontane.
Il mare che tutti conoscono è una bellissima cornice che accoglie, ma nasconde e protegge al suo interno un mondo da scoprire.

La Sardegna è stata abitata dalla civiltà nuragica presente dall’età del bronzo, intorno al XVIII secolo avanti Cristo, e oggi possiamo visitare quello che rimane dei Nuraghi, le tipiche costruzioni in pietra che rappresentano la civiltà nuragica.
Sull’isola ci sono circa settemila nuraghi alcuni con strutture più semplici e altri con strutture più complesse.

Sentiero per toma dei giganti code Vecchju

Siti archeologici nella zona di Arzachena

Un sabato mattina qualunque, dopo una sostanziosa colazione al bar, mi sono messa in macchina e ho raggiunto i siti archeologici nella zona di Arzachena.
La direzione era per le Tombe dei Giganti di Coddu Vecchju ma una volta arrivati alla biglietteria ho scoperto che in zona ci sono tanti siti da visitare, alcuni già li conoscevo, altri non li avevo mai sentiti nominare.
“Eppure abito a pochi km da qui” mi sono detta.

 

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La signora della biglietteria mi ha consegnato una cartina della zona con tutti i siti archeologici segnati sulla mappa, sono ben sette:

  • Nuraghe Albucciu
  • Tomba dei giganti Moru
  • Tempio Malchittu
  • Tomba dei giganti Li Lolghi
  • Necropoli li Muri
  • Tomba dei giganti di Coddu Vecchju
  • Nuraghe la Prisgiona

Ho scelto di visitare gli ultimi due, dato che sono molto vicini tra loro e avevo solo una mattinata a disposizione.

Tombe dei Giganti Coddu Vecchju

Le Tombe dei Giganti di Coddu Vecchju si trovano appunto nel comune di Arzachena, vicino alla frazione Cudacciolu.
Questa tomba di età nuragica venne costruita in due diversi periodi. Nella prima fase venne realizzata la tomba a galleria che è lunga 10,50 metri, nella seconda fase invece vennero aggiunte le componenti tipiche delle tombe dei giganti, e quindi le lastre di pietra che formano il semicerchio (esedra) e la stele centrale che è alta circa 4 metri.

Le tombe dei giganti hanno una struttura particolare e dall’alto assomigliano alle corna di un toro ma anche ad un utero. I culti infatti legati a queste tombe sono da collegare al Dio Toro, che simboleggiava forza e potere, e anche alla Dea Madre.

la Grande Madre (Dea Madre) si incarna non soltanto in figure di dee concrete, con le loro corrispondenti mitologie, ma anche in una vasta gamma di simboli, che coinvolgono sia il mondo animale sia gli oggetti inanimati. Essa esprime dunque l’interminato ciclo di nascita-sviluppo-maturità-declino-morte-rigenerazione che caratterizza sia le vite umane sia i cicli naturali e cosmici. 

Wikipedia

Ma a cosa servivano le tombe dei giganti?

Si tratta di luoghi di sepoltura collettivi. I membri del villaggio andavano alle tombe per rendere omaggio ai defunti e qui venivano depositate le loro ossa dopo che diventavano degli scheletri.
Il loro nome deriva da una leggenda, si racconta che al loro interno vennero trovate ossa enormi e da qui il nome tomba dei giganti.


Nuraghe la Prisgiona

Il Nuraghe la Prisgiona è stato la mia seconda tappa in questa giornata di esplorazione e dista meno di un chilometro dalle Tombe dei Giganti, ci si può spostare da un sito all’altro tranquillamente a piedi.

Di Nuraghi in Sardegna ne ho visti diversi e questo devo dire mi è piaciuto. Occupato all’incirca dal 1300 a.C. al 900 a.C, è un nuraghe complesso a tholos, che sta ad indicare la tecnica con cui è stato costruito, ovvero una torre con camera circolare che piano piano verso l’alto va a restringersi.
Intorno al nuraghe si sviluppa anche un villaggio.

All’interno sono stati ritrovati degli oggetti che si pensa venissero utilizzati per dei rituali particolari, legati alla preparazione e alla consumazione di alcune bevande particolari.

Quando mi trovo a visitare questi posti, quando posso toccare le pietre e camminare su quei terreni, cerco di immaginare come poteva essere la vita in quel periodo storico. Le persone, le usanze, i rituali, le leggende che hanno attraversato proprio quella stanza circolare a cui io oggi posso accedere.

Il mistero che nascondono questi siti e la storia antica della Sardegna è qualcosa che da sempre mi affascina e vi mostro questi luoghi perché voglio che anche voi possiate scoprire e vedere poi con i vostri occhi tutto il patrimonio che la mia isola regala.


Quando poter visitare i siti archeologici?

Per visitare i siti archeologici vi basterà recarvi nella biglietteria che troverete sul posto e fare i biglietti. I prezzi sono accessibili, per visitare tutte e due i siti ho pagato un biglietto di 7€.

Per quanto riguarda invece gli orari, sia le tombe che il nuraghe sono aperti dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 16:00.
Vi lascio il sito di riferimento per vedere gli orari anche degli altri siti archeologici della zona.

Condividete questo articolo con i vostri amici! E fatemi sapere se avete mai visitato questi siti 🙂

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